Si attribuisce la scoperta del caffè ad un pastore yemenita del V secolo a.C, che notò da parte del suo gregge una grande passione per delle strane bacche. Il ragazzo ne parlò al priore di un convento che fece un decotto che prese il nome Kawa. Nessuno può dire dove e come sia nato, ma soprattutto come si sia diffuso. La tesi più attendibile vuole che si sia propagato nel mondo arabo grazie ai pellegrini musulmani che, non potendo consumare bevande alcoliche, scelsero il caffè per non violare i dettami del Corano. In Europa, invece, la diffusione è datata 1615, quando a Marsiglia sbarcarono i primi carichi di caffè. Per quanto riguarda il Brasile, il più grande produttore mondiale di caffè, l'arrivo della pianticella è legato alla storia d'amore tra un sergente brasiliano, in missione in Guiana nel 1727, e la moglie del governatore che regalò all'innamorato un mazzolino di fiori contenente una piantina di caffè.

La nascita di Nescafé

1867: il chimico svizzero Henri Nestlé crea l'omonima marca di alimenti a base di latte per bambini.

Nei primi anni '30, a causa delle eccedenze di produzione, gli industriali del settore bruciano milioni di tonnellate di caffè.
Il governo brasiliano, che si rende conto dell'importanza del caffè, contatta Nestlé, incaricandolo di studiare un processo che permetta di conservarlo a lungo.
Nestlé, che aveva già elaborato un procedimento per la conservazione del latte, pensa di sottoporre il caffè allo stesso processo, trasformandolo in un prodotto solubile. Compito arduo, ma dopo sette anni di ricerche, esperimenti e fallimenti, Max Morgenthaler trova la soluzione: nasce così Nescafé, il primo caffè solubile al mondo.

Alla conquista del mondo
Nell'aprile del 1938 Nescafé comincia a essere realizzato in Svizzera nello stabilimento di Orbe, e nel giro di un anno viene distribuito in Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti e naturalmente nel Paese di origine. La sua precoce distribuzione negli Stati Uniti si dimostra essenziale per la successiva espansione mondiale.
Quando nel 1942 l'esercito americano comincia ad intervenire in tutto il mondo, infatti, i responsabili di Nescafé dislocati negli USA fanno in modo che il loro prodotto, così facile da preparare, entri a far parte della razione quotidiana del soldato americano, la famosa “Razione K”.

Su tutte le tavole
Negli Stati Uniti del dopoguerra la TV si rivela come un rivoluzionario mezzo di comunicazione, in grado di rendere davvero efficace la pubblicità.
Nescafé, utilizzando questo nuovo strumento, diventa in poco tempo la base della colazione di milioni di persone.
Nel 1952 viene eliminato lo zucchero presente nel prodotto e così Nescafé diviene caffè al 100%.
È datato invece 1954 il lancio di Nescafé decaffeinato, che riscosse uno straordinario successo.

Nescafè e il sociale
La situazione attuale della produzione di caffè
Oggi la cultura internazionale del caffè ha trasformato una commodity in un fenomeno di costume e le marche di caffè, prima fra tutte Nescafé, stanno diventando delle icone mondiali. Nel frattempo in Africa, America Latina e Asia molti coltivatori si trovano in una situazione difficile: negli ultimi anni il crollo dei prezzi del caffè verde è stato talmente costante da trasformare in un incubo quello che per alcuni rappresentava la speranza di una vita migliore. Al caffè è legata la vita di ben 25 milioni di persone, la stragrande maggioranza piccoli proprietari terrieri di Paesi in via di sviluppo. Uno dei modi per venire incontro ai coltivatori è accorciare la filiera del caffè, attraverso il commercio equo e solidale. Nescafé è il maggior acquirente di caffè verde del settore e copre il 14% del suo fabbisogno (110.000 tonnellate) attraverso questo canale.